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Corruzione al Palazzo di di Giustizia

Le produzioni



Corruzione al palazzo di giustizia
di Ugo Betti
Regia di Alberto Cottafavi

Dramma in prosa in tre atti scritto da Ugo Betti nel 1944 e rappresentato al Teatro delle Arti di Roma nel gennaio del '49.
E' un dramma morale dalle tinte forti e dal titolo inquietante.
In seguito ad una sostenuta campagna di stampa su alcuni casi di corruzione, per ordine delle alte cariche dello Stato viene aperta un'inchiesta. Lo annuncia in una riunione straordinaria dei giudici della sezione Grandi Cause, il giudice anziano Croz il quale, in assenza del Presidente di Tribunale Vanan, è candidato, come il collega Cust, a prendere il posto di Vanan.
Betti etichetta i suoi personaggi con nomi strani, inventati e quindi non riconducibili alla realtà. Li fa muovere in un'atmosfera angosciante quasi da inquisizione. Tutta l'azione si svolge in una stanza ampia e severa di un Palazzo di Giustizia in un immaginario paese straniero.
Un certo Ludvi-Pol, un potente e losco avventuriero al centro di una serie di processi sugli appalti cittadini, viene trovato cadavere dentro il Palazzo stesso. Le circostanze della sua morte non risultano chiare e questo fatto, sommati agli altri, aggrava la situazione all'interno del Palazzo.
La terribile inchiesta viene affidata al giovane consigliere Erzi verso il quale i giudici presenti alla riunione mostrano subito una rispettosa deferenza. Nello stesso tempo, essi descrivono il giudice Vanan all'inquisitore sotto una cattiva luce e fanno ricadere su di lui tutti i sospettti tanto da convincerlo a ritirarsi per scrivere un memoriale di difesa.
Tutta la vicenda ha un andamento giallistico. Ma all'autore non interessano tanto i fatti, quanto il clima che li avvolge, le angosce e i tormenti più intimi dei suoi personaggi.
Svonvolgente è la tragedia di Elena, la bella figlia di Vanana, a cui viene descritto il padre come un uomo corrotto, vedendo crollare l'integrità morale dell'amato genitore.
Un finale enigmatico improntato sull'inquietudine spirituale, sulla disperazione, sull'inutilità del successo ed il fallimento dell'esistenza, conclude questo processo morale in cui l'autore lascia il suo messaggio sulla Giustizia...