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L'opera rappresenta nella
carriera di Shakespeare l'affermarsi di un tipo ideale di "commedia
romantica" i cui elementi fondamentali, abilmente combinati
tra loro, sono le fortune d'amore e gli umori dei personaggi.
Mancano in essa i toni più gravi che si riscontrano nelle
commedie shakespeariane più tarde: è un sogno,
uno scherzo, una rappresentazione della comica irresponsabilità
dell'amore giovanile, il volubile manifestarsi del quale viene
allegramente imputato alle malefatte (in parte volute, in parte
accidentali) di Puck.
La vicenda è ambientata nel mondo delle fate, i cui personaggi
principali sono Oberon e Titania, divisi da un bisticcio che
coinvolge, senza che essi lo sappiano, gli innamorati in carne
e ossa. Una commedia fresca e giovanile che unisce in sè
la grande fantasia shakespeariana, la magia silvana che si mescola
all'amore e il senso morale, sempre presente nell'autore, dove
i vari intrecci delle diverse storie amorose corrono insieme
verso un finale giusto e felice.
La versione proposta è stata ridotta rispetto agli originali
cinque atti, comunque nel rispetto delle storie che si intrecciano,
dei personaggi che animano le vicende e in tutte le sue sfaccettature
romantiche e comiche. L'opera è ambientata negli anni
venti, con interventi musicali che ne aumentano l'intensità
e la frivolezza, creando uno spazio surreale agli attori, in
un clima un po' "snob" e un po'" village".
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